Una biografia è un arazzo intricato, tessuto di momenti intensi e audaci salti di fede — ciascuno una scelta di abbracciare il rischio. È organica e in continua evoluzione, non una narrazione lineare ma un viaggio dinamico, modellato dalla forza gravitazionale del tempo. Questi sono i miei frammenti: immagini, emozioni, ispirazioni e incontri — cuciti insieme dall’ordito e dalla trama che compongono il tessuto della mia vita.

Sono nato in una città risorta dalle ceneri dei bombardamenti dei B-17 nella Seconda guerra mondiale, ricostruita con resilienza e semplicità. Da Cassino ho imparato:
Succisa Virescit — ciò che viene reciso ricresce più forte.
Un giorno, mio padre mi portò in un piccolo campo d’aviazione, dove il dirigibile Goodyear fluttuava sospeso. Sembrava quasi vivo — pesante eppure leggero, ancorato eppure libero, un leviatano sospeso tra la terra e i sogni. La sua magia sussurrava segreti del cielo e riempiva il mio giovane cuore di domande.


Nella nostra famiglia vivevano ancora le storie di mio nonno Edoardo: gli echi della sua tromba, le sue letture notturne senza fine e il suo canto lirico costituivano un mosaico colorato di ispirazione per noi.
La letteratura e la musica sono sempre state l’essenza dello spirito della nostra famiglia. Proseguendo questa tradizione, mia madre mi avvicinò a uno strumento musicale: il pianoforte. Attraverso di esso compresi che il suono è una magica fusione di corpo, anima, artigianato e tecnologia. Scoprii che la musica intreccia narrazioni e accende l’immaginazione dentro di noi.
Clelia, mia nonna — tessitrice di storie e di accordi — mi insegnò il ritmo del racconto e la delicata danza della negoziazione nel sinfonico brusio del mercato.
Al mercato imparai che parole e gesti possono costruire ponti.


Quando mio nonno Virgilio morì, riversai il mio dolore nelle parole.
Ne nacque una poesia, che trovò la via della stampa e diede forma alle emozioni che non riuscivo a dire ad alta voce.
Attraverso questo gesto scoprii il potere trasformativo dell’espressione emotiva nel linguaggio: capii come le parole possano sostenere il peso di sentimenti complessi, offrendo una catarsi personale e creando al contempo un ponte per condividere il proprio mondo interiore con gli altri.
Mio fratello, oggi ingegnere civile, fin da piccolo condivise con me la sua passione per la costruzione.
Mi portava nei cantieri, dove mi insegnava l’arte di creare qualcosa di duraturo — pazientemente, mattone dopo mattone, linea dopo linea.
Attraverso queste esperienze, mi trasmise non solo il valore della precisione e della perseveranza, ma anche l’amore per il processo che trasforma i sogni in realtà tangibili.


La mia maestra delle elementari mi introdusse al mondo dell’atletica, aprendo la porta a un amore che mi avrebbe accompagnato per tutta la vita.
La corsa divenne presto più di uno sport — divenne un rifugio.
Un luogo dove ritrovare me stesso, liberare la tensione, allontanare lo stress e riconnettermi con il mio io più profondo.
Ad ogni passo scoprivo un ritmo che portava chiarezza, forza e un profondo senso di libertà.
La corsa divenne non solo un’attività, ma una fonte di equilibrio e di scoperta interiore.
“Le città, come i sogni, sono costruite di desideri e di paure, anche se il loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le loro prospettive ingannevoli, e ogni cosa nasconde un’altra.”
— Italo Calvino, Le città invisibili
Roma mi accolse come uno dei suoi.
Sono diventato romano immergendomi nella grandezza delle rovine antiche, nella maestosità delle basiliche cristiane, nell’energia vivace delle trattorie di Trastevere e nel calore sincero delle sue periferie.
Mi hanno affascinato i tesori dei suoi musei e delle sue gallerie d’arte, vivificato la vita notturna di San Lorenzo e conquistato l’eleganza di Parioli.
Roma ha scolpito la mia anima con la sua arte, la sua storia, la sua spiritualità, la sua ironia e il suo spirito arguto.


E poi il vento — la sua forza invisibile mi attirava.
Plasmava, sollevava, trasportava.
Volevo comprenderlo, progettare macchine che potessero cavalcare le sue correnti.
Così mi sono rivolto all’ingegneria aerospaziale, dove la meraviglia incontra la precisione.