Un’illuminazione
Tempo fa, guardando un notiziario su una rete secondaria, una notizia ha catturato totalmente la mia attenzione: la crisi umanitaria in Sudan. Alcune immagini e informazioni sono rimaste in me e hanno continuato a lavorare, sotterraneamente, nel modo in cui certe cose fanno quando non riesci a lasciarle andare.
Mentre lavoravo a completare Il paese all’orizzonte — che ho da poco pubblicato e che è ora disponibile in tre lingue — l’immagine di una donna forte e intelligente prese forma. Una donna che sentisse nel cuore l’esigenza di mettere il proprio lavoro al servizio di un popolo che da anni soffre. In un mio libro precedente, la raccolta di poesie Nella carne, nel cuore, nella poesia Mondi mai esistiti, scrivevo sul processo creativo:
Personaggi,
compagni d’ombra,
arrivano piano,
colmi di voci e destini intrecciati.
Mondi mai esistiti
conquistano l’istante.
È esattamente così che è arrivata Nicole.
Una guerra dimenticata in un paese bellissimo
Il conflitto in Sudan è scoppiato nell’aprile 2023 tra due fazioni militari rivali. In tre anni di guerra, circa 13,6 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case — 9,3 milioni all’interno del paese e 4,3 milioni rifugiate nei paesi vicini. Si stima che 33,7 milioni di persone — circa due terzi della popolazione — avranno bisogno di assistenza umanitaria nel 2026, e 21 milioni affrontano una grave insicurezza alimentare. Il Sudan è oggi definito dalla comunità internazionale come la peggiore crisi umanitaria sul pianeta.
Eppure se ne parla poco. Quasi per niente.
Il personaggio di Nicole e il ruolo della letteratura
Il personaggio che prese forma nella mia mente era una giornalista francese che decide di andare in Sudan perché crede che certe storie vadano raccontate. Perché il silenzio non è mai neutro. Una donna che porta con sé i volti delle persone sudanesi e le bellezze di un paese che potrebbe avere un futuro meraviglioso. Una donna che non prende parte politica, ma fa appello all’umanità delle persone — che conduce una battaglia intellettuale e culturale.
Credo nel potere della letteratura di prendersi carico dei dimenticati. Pensiamo ai libri reportage di Ryszard Kapuściński — una vita dedicata a dare voce all’Africa dimenticata. Da parte mia, spero di contribuire a tenere accesa una luce di speranza.
Il Sudan non è l’unico tema del mio libro, ma ne è una parte importante da un punto di vista simbolico. Perché parla di tutti i conflitti dimenticati che occupano un posto marginale nei nostri media.
Per Yasmin, Mohammed, Ali, Nour, Fatima, Suleiman
Attraverso il personaggio di Nicole ho voluto esprimere i miei sentimenti di supporto al Sudan e sensibilizzare il maggior numero possibile di persone sulla situazione drammatica del paese. Spero che il messaggio di Nicole si faccia strada nella mente e nel cuore dei lettori e li spinga a cercare, a informarsi, a non voltarsi dall’altra parte.
Come scrive Nicole a suo marito Gaël nel libro:
“Io non andrò in Sudan per motivi di geopolitica. Io andrò per Yasmin, Mohammed, Ali, Nour, Fatima, Suleiman. Vado per gli sguardi che ci sono rimasti dentro durante i nostri viaggi. Vado per i paesaggi mozzafiato. Vado per un paese che potrebbe avere un futuro meraviglioso.”



